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16 novembre 2022 MCLI Don Bosco

San Paolo, nei saluti finali della Lettera ai Colossesi, parla di «Luca, il caro medico » mentre nella Lettera a Filemo-ne lo cita come uno dei «collaboratori», e nella Seconda lettera a Timoteo confessa di averlo accanto a sé come fedele amico. Ma Luca è soprattutto «evangelista», avendo composto il più lungo dei quattro Vangeli. È possibile percepire la caratteristica più originale del Vangelo di Luca grazie ai sei miracoli e alle diciotto parabole che non troviamo negli altri Vangeli. C’è in lui un’attenzione particolare per i poveri e per le vittime dell’ingiustizia, per i peccatori pentiti accolti dal perdono e dalla misericordia di Dio: è lui a raccontare di Lazzaro e del ricco Epulone, è lui a parlare del Figlio prodigo e del Padre misericordioso che lo riaccoglie a braccia aperte, è lui a citare le parole di Maria nel Magnificat quando ella proclama che Dio «ha rovesciato i potenti dai troni ed ha innalzato gli umili, ha ricolmato di beni gli affamati e ha rimandato i ricchi a mani
vuote» Le notizie riguardanti la sua morte sono incerte: alcune fonti parlano del suo martirio, altre dicono che visse fino
a tarda età; la tradizione più antica narra che morì in Beozia ad 84 anni dopo essersi stabilito in Grecia per scrivere il suo
Vangelo.

Don Arek